11 February 2012

ELITE/U23: LA GARA PIU’ ATTESA E LA SORELLA “POVERA”

25 agosto 2009 by Emanuele Serrani · Scrivi un commento 

La presentazione del Gp Capodarco nel gennaio 2009

La presentazione del Gp Capodarco nel gennaio 2009

AGUGLIANO (AN) – La corsa che tutti aspettano, o quasi, quella a cui tutti puntano, a cui tutti vogliono partecipare, la corsa più importante d’Italia, che dire di più: Capodarco! Non starò qua a parlarvi dell’andamento della corsa o del pubblico numeroso: altri ben più preparati di me e più bravi vi diranno tutto questo, snocciolandovi nomi di corridori e cifre. La cronaca della corsa la potete trovare ovunque, tutti ne parlano e tutti conoscono il G.P. Capodarco, anche i profani della bici. Invece vorrei uscire dal coro e raccontarvi la corsa dal bordo della strada, vista da chi lo scorso anno era la in mezzo a giocarsi l’unica occasione di tutta la sua carriera di poter concludere, anche solo concludere, il G.P. Capodarco. Beh credetemi, vista dall’altra parte Capodarco è la corsa più “brutta” che esista! Perché, direte voi, allora richiama tanta gente? Perché và dato il merito a Gazzoli e Spinozzi di aver creato più che una gara un evento che poi con gli anni è cresciuto da solo; però se l’anno prima eri là in mezzo al gruppo e poi ti ritrovi in un batter d’occhio (perché gli anni qua volano come fossero secondi) a bordo strada a dare le borracce ai corridori ti senti molto triste, e la corsa ti sembra non finire mai, e poi se pensi che ti sei ritirato, quando anche solo finirla quella corsa ti fa sentire importante, allora la corsa più importante ti sembra ancora di più la più “brutta”. Ma lasciamo da parte tutta questa malinconia e chiudiamo con una nota tecnica. Capodarco è una corsa dura, ma non tanto per il percorso quanto per la lunghezza, ben 180 km, distanza a cui i dilettanti non sono abituati; quando ero al primo anno nella categoria dei dilettanti il mio d.s. di allora mi disse questa verità: per vincere a Capodarco non bisogna fare niente di eccezionale, bisogna solo aspettare l’ultima salita e poi sparare tutto quello che si ha, e vada come vada. Parole sacrosante! E infatti Salvatore Mancuso, siciliano trapiantato in Lombardia ha atteso con freddezza l’ultima ascesa al colle fermano e poi ha piazzato la botta vincente sulle rampe del celebre muro: complimenti!

E veniamo al giorno dopo, a Montappone, alzi la mano chi, profano del ciclismo, conosce questa corsa? Si perche Montappone, a dispetto del nome di gara Milionaria, è un po’ la sorella “povera” di Capodarco, tanto che alcune squadre da anni la snobbano andandosene il giorno prima (ogni riferimento alla Zalf è puramente casuale). Per chi non lo sapesse comunque la gara di Montappone è la più dura d’Italia, 153 km senza un metro di pianura, un otto da ripetere 3 volte infarcito di saliscendi e di ben 3 salite (che ripetute 3 volte fanno 9),praticamente una corsa al massacro: pensata a correrla il giorno dopo Capodarco. Eppure i corridori sono in grado anche di questo, e non è raro vederne alcuni piazzarsi in entrambe, come se il giorno prima gli servisse da riscaldamento! Anche di Montappone non voglio farvi la cronaca della gara, quella la potete trovare, e non so nemmeno dirvi come si vince, anche se lo scorso anno ho avuto la fortuna di veder trionfare un mio compagno di squadra, perché più di 50 km non sono mai riuscito a fare. Una cosa però ve la vorrei dire, secondo me Montappone è più bella di Capodarco, perché per vincere a Montappone bisogna essere un corridore vero, e io mi sarei accontento anche solo di arrivare: non ci sono mai riuscito e infatti quest’anno stavo là a dare le borracce ai corridori.

La corsa comunque ha detto che Pirazzi si esalta sui percorsi duri, però questa volta ha usato la testa e non si è lanciato in azioni solitarie dalla lunga distanza, ma ha aspettato l’ultima salita per evadere dal gruppo e poi battere in volata Ciavatta, che molti aspettavano vittorioso sul muro di Capodarco, con una volata di potenza pura!

Si chiude così la due giorni del Fermano, le gare più attese dell’anno da tutti i corridori (quasi tutti! Per i toscani l’appuntamento clou è la Firenze Viareggio classica di Ferragosto), ora la stagione continua, tra molti che hanno già staccato la spina godendosi un po’ di mare e pensando al prossimo anno, alle corse si ritrovano sempre meno corridori, tra questi gli azzurrabili che puntano alla maglie e quelli che, saggiamente o per forza di cose, hanno atteso che gli altri calassero di rendimento per ottenere buoni risultati: gli appuntamenti sono ancora molti, bisogna vedere se le gambe e, soprattutto la testa riusciranno a reggere!

                                                                                  Emanuele Serrani

Ordine d’arrivo G.P. Capodarco

1° MANCUSO SALVATORE  CREMONESE ARVEDI LUCCHINI UNIDELTA
2° SILIN EGOR  NAZIONALE RUSSA a 10″
3° ULISSI DIEGO  SEANO HOPPLA BELLISSIMA
4° FRUSTO HENRY  TEAM S.C.A.P. PREFABBRICATI FORESI
5° CONTOLI ALBERTO  NORDELETTRICA BOTTOLI RAMONDA a 20″
6° DURASEK KRISTIJAN  BK LOBORICA PULA
7° SANTIMARIA LUCA  G.S.C. VIRIS VIGEVANO A.S.D.
8° MAJKA RAFAL  GRAGNANO SPORTING CLUB – PETROLI FIRENZE
9° TASSINARI GABRIELE  A.S.D. G.S. ZALF DESIREE FIOR a 25″
10° DI SERAFINO MATTEO  VEGA PREFABBRICATI MONTAPPONE A.D. a 30″

 

Ordine d’arrivo Gara Ciclistica Montappone

° PIRAZZI STEFANO  U.C. PALAZZAGO ELLEDENT RAD LOGISTICA
2° CIAVATTA PAOLO  S.C. MONTURANO CIVITANOVA MARCHE CASCINARE SRL
3° GORODNICHEV ILYA  SAMMARINESE GRUPPO LUPI
4° RABOTTINI MATTEO  A.S.D. V.C. ARAN COGEM B.L.S. a 15″
5° OWSIAN LUKASZ  MGK VIS NORDA
6° KOCHETKOV PAVEL  NAZIONALE RUSSA
7° BUSATO MATTEO  U.S. F. COPPI GAZZERA VIDEA
8° FRUSTO HENRY  TEAM S.C.A.P. PREFABBRICATI FORESI
9° DODI LUCA  G.S. PODENZANO A.S.D.
10° FILIPPOV ALEXANDER  SAMMARINESE GRUPPO LUPI a 40″

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