PERCORSI NELLE MARCHE, SCOPRIAMO I SIBILLINI
25 luglio 2009 by Pierpaolo Bellucci · 1 Commento
di Alessandro Santoni
ANCONA – Se vi dico che oggi scaleremo il Valico di Santa Maria Maddalena voi che direste? Sicuramente molti direbbero che questa è una salita a loro sconosciuta ed invece è molto, molto conosciuta. Ma siccome vi voglio lasciare il dubbio per il momento non vi dico nulla.
Intanto partiamo da Tolentino, oppure, se volete accorciare di qualche km il vostro percorso, possiamo partire direttamente da Belforte del Chienti, a circa 10 km da Tolentino, da dove ha inizio il vero e proprio circuito ( sommando andata e ritorno pertanto si tagliano circa 20 km ).
A Belforte del Chienti svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Sarnano percorrendo la SP 49 prima e poi, dopo il bivio per Caldarola, lungo la SP 502. Questi primi 25 km sono caratterizzati da dolci ma continui sali e scendi che ci permettono di “scaldare la gamba”
Giunti a Sarnano, proprio in piazza, si svolta a destra seguendo le indicazioni per gli impianti di risalita e qui ha inizio la prima salita vera di giornata: ovvero proprio il Valico di Santa Maria Maddalena cioè Sassotetto. Svelato l’arcano, và precisato che Sassotetto è la località sciistica posta in vetta alla salita, lunga circa 12 km e sicuramente impegnativa non solo per le pendenze ( il tratto più duro è il primo ma si addolcisce veramente solo negli ultimi 3 – 4 km ), ma proprio per la sua lunghezza e per l’assenza di veri e propri tratti di respiro, mentre il Valico è il nomignolo stradale del nostro GPM. Sulla importanza di questa ascesa basta andarsi a rivedere il passaggio su questa salita della scorsa edizione della Tirreno Adriatica dove prima Di Luca poi Basso, Scarponi e Garzelli fecero fuoco e fiamme e “ se le dettero ( sportivamente parlando ) di santa ragione “ imponendo una selezione impressionante per il tutto il plotone dei prof.
Dal valico, posto a 1524 metri di altitudine, si scende in picchiata verso Pintura ( fin qui lungo rettilineo ) poi verso Bolognola ( tratto tecnico e pieno zeppo di curve e tornanti ) ed infine a San Lorenzo al Lago, dai più detto Lago di Fiasta dal nome del lago che bagna questo bellissima frazione.
Da San Lorenzo al Campo inizia invece la seconda salita quella che ci porta al Santuario di Macereto. Ma attenzione: per chi, giunto al Fiastra, si sentisse in difficoltà ed accusasse le fatiche accumulate salendo verso Sassotetto, c’è una valida alternativa per rientrare a Tolentino con estrema facilità. Basta proseguire sempre diritti in direzione della S.S. 77 che, dopo una breve salitella di circa 3 – 4 km, viene raggiunta all’altezza di Polverina e qui, proseguendo su quest’ultima arteria, ( nota ironica: senza fare ingresso in superstrada) raggiungere in tutta pianura Tolentino.
Ma ora torniamo al percorso originale. Da San Lorenzo al Campo, dove eravamo giunti, superiamo l’abitato di Fiastra e quindi svoltamo prima a sinistra e poi, dopo circa 5 km, all’altezza di un agriturismo, ancora a sinistra seguendo le indicazioni per Macereto e Visso. Qui praticamente termina la vera e propria salita; pertanto è molto più abbordabile della precedente ( pendenze modeste e lunghezza di c.a. 5 km ) e ci conduce, dopo una serie di 3 – 4 tratti di sali e scendi, in vetta al magnifico santuario del Macereto, che vi consiglio almeno una volta di andare a vedere, complesso religioso che si trova nel territorio comunale di Visso, nei Monti Sibillini, ad un’altezza di circa 1000 metri s.l.m. E’ situato nell’omonimo altopiano, nei cui pressi sorgeva un tempo il castello dei conti di Fiastra. Si tratta della maggiore espressione dell’architettura rinascimentale del ’500 nelle Marche. ( per ulteriori informazioni in merito consultate i link riproposti a fine articolo ) .
Al bivio posto in vetta sul santuario proseguite diritti ( nota ironica: o leggermente a destra come preferite voi comunque non girate a sinistra ) dove inizia una bella discesa, anche se piuttosto stretta ma con un asfalto che l’estate scorsa era stato appena rifatto e quindi garantiva la massiva aderenza.
In fondo alla prima parte di discesa vi troverete all’altezza di un bivio dove svoltate secchi a destra ( si tratta in pratica di una inversione ad U ) e superata la frazione di Appennino, vi immetterete sulla ex S.S. 209. Con l’immissione su questa strada, all’altezza della frazione di Casavecchia, ha definita conclusione la discesa ed ora è tutta pianura fino all’ “arrivo”. Si supera Pieve Torina e si raggiunge Bivio Maddalena alla Muccia dove all’altezza del famoso distributore dell’Agip ( per chi è della provincia di Macerata questo è un bivio conosciutissimo ) ci si immette sulla S.S. 77 in direzione Tolentino e Macerata. I prossimi 7 km sono i più trafficati di tutto il percorso, fino ad ora a traffico praticamente pari a zero, in quanto, seppur i lavori stanno spedendo veramente veloci, è ancora in costruzione il tratto della ( futura, molto futura ) superstrada Civitanova – Foligno compreso proprio tra Muccia e Sfercia , dove, ad oggi, terminano le quattro corsie. A Polverina ci “ riagganciamo “ al percorso di coloro che non se la sono sentita di salire al santuario del Macereto e raggiunta Sfercia proseguiamo diritti altrimenti se si segue le indicazioni per Macerata e l’Autostrada ci ritroveremo in superstrada.
Da Sfercia, proseguendo sempre diritti, mancano 15 km per raggiungere Belforte del Chienti e 25 km per giungere a Tolentino: anche qui è tutta pianura, e, dopo che in precedenza abbiamo già superato il lago di Polverina, raggiungeremo nel comune di Caldarola, sede di partenza ed arrivo della famosissima GranFondo dei Sibillini, il lago di Pievefavera, comunemente conosciuto come il lago di Caccamo, per il nome della località posta sulle rive del lago stesso.
A Caccamo finiscono anche il laghi che, avrete capito, sono caratteristica forte di questo bellissimo percorso immerso nel verde e nelle montagne del Parco Nazionale dei Sibillini. Ma i Sibillini sono tante altre salite e, se nel prossimo numero ci dedicheremo ad un percorso di fondovalle, nelle edizioni successive di “ Percorsi delle Marche “, vi farò scalare tutte le forche ( così infatti sono chiamati tutti i valichi di questa zona ) dell’estremo sud della nostra bellissima regione.
Ecco un breve riepilogo del tracciato (dati da www.viamichelin.it)
LOCALITA’ KM
Tolentino 0
Belforte del Chienti ( S.S. 77 ) 10
Sarnano ( ex S.S. 78 ) 25
Sassotetto – Valico di Santa Maria Maddalena GPM 1° 40
Bolognola ( S.P. 47 ) 50
San Lorenzo al Lago – Lago di Fiastra ( S.P. 47 ) 60
Santuario di Macereto GPM 2° 73
Appennino ( ex S.S. 209 ) 80
Muccia – Bivio Maddalena ( S.S. 77 ) 95
Belforte del Chienti ( S.S. 77 ) 110
Tolentino 120
Link utili
Tolentino http://it.wikipedia.org/wiki/Tolentino
Sarnano http://it.wikipedia.org/wiki/Sarnano
Bolognola http://it.wikipedia.org/wiki/Bolognola
Lago di Fiastra http://it.wikipedia.org/wiki/Fiastra
Santuario di Macereto http://it.wikipedia.org/wiki/Macereto
Caldarola http://it.wikipedia.org/wiki/Caldarola

Lago di Fiastra

Macereto

Lago di Pievefavera

La prima parte di percorso

La seconda parte di percorso

hai mai provato, anziché salire da Sarnano, a prendere la bellissima salita che arriva ai 1515 del valico sotto il Pizzo di Meta attraverso il Pizzo di Chioggia e i Piani di Ragnolo? (http://www.salite.ch/11050.asp?Mappa=). La salita è più ripida, ha più tornanti e un ottimo asfalto, su cui qualche sadico ha scritto e riscritto col gesso “13%” (come se fosse possibile non accorgersene). la si può prendere da più punti; la strada paesaggisticamente migliore è, per me, quella che da Pian di Pieca spera il Santuario di San Liberato.