ELITE/UNDER 23: LEO PINIZZOTTO A INDICATORE FA LE PROVE DA PROF
29 giugno 2009 by Pierpaolo Bellucci · Scrivi un commento

di Emanuele Serrani
INDICATORE (AR) – C’è stato un’attimo, un momento, nel punto in cui la salita passa tra le case della frazione appesa sulla collinetta, in cui la magia del ciclismo si è rivelata in pieno: chi è stato fortunato a cogliere quel momento non se lo dimenticherà tanto facilmente. Indicatore non sarà la capitale del ciclismo e tantomeno la sua corsa una grande classica, però capita a volte, per una serie di coincidenze, che il piccolo paese diventi importante, e che una gara di paese diventi “la gara” della domenica.
Non me ne vogliano gli organizzatori, ai quali và un plauso, se dico che la loro è una gara di paese, non è un’offesa, anzi, ben vengano queste gare in un periodo di crisi in cui troppe sono scomparse dal calendario. E, in fondo, andando a scrutare l’albo d’oro del memorial Morini Angelo, questa gara non è poi così piccola, albo d’oro impreziosito dalla vittoria in maglia iridata di Grabovsky nel 2006.
C’è stato un momento sulla salita della Poggiola in cui il ciclismo si è mostrato ancora una volta in tutto il suo splendore, da rimanerne affascinati. Davanti c’è in fuga un gruppetto che ha preso il largo nel primo dei 10, impegnativi, giri finali, ma si capisce subito che non avranno molte possibilità, il gruppo li tiene a tiro; ad un certo punto proprio nel passaggio tra le case, quasi al culmine dello strappo duro e secco, accelera la maglia tricolore, il nuovo campione italiano degli under 23, Matteo Rabottini, ma la catena, sotto tensione per la spinta impressa sui pedali, al momento della cambiata fuoriesce dalla moltiplica.
E chi viene in soccorso del corridore dell’Aran con una provvidenziale spinta: la maglia tricolore degli elite senza contratto, Pedrazzini Giammario, della Petroli Firenze. Una scena da immortalare, come la famosa foto del passaggio di borraccia tra Bartali e Coppi, un momento tanto breve quanto intenso.
La corsa era partita alle due, e si sapeva che sarebbe stata una partenza razzo, tanti corridori in palla usciti dal giro, tante rivincite da prendersi, tanti con la voglia di battere i neo campioni italiani, che dentro di loro avranno pensato: venderemo cara la pelle, e poi che ci battano pure, ma la maglia l’abbiamo noi. Dicevo delle coincidenze che hanno reso grande questa gara: prima tra tutte il campionato italiano ad Imola, non molto distante, poi il fatto che Pedrazzini corra con una squadra toscana, ed infine, triste coincidenza, una domenica povera di gare, solo tre in tutto il territorio nazionale, hanno fatto si che alla partenza ci fossero fior fiore di corridori e, appunto, i due campioni italiani, ai quali è d’obbligo un applauso.
Pemettetemi una divagazione, sperando di non offendere Pedrazzini, ma vorrei congratularmi soprattutto con Rabottini, abruzzese, figlio d’arte, che si può dire sia uno dei nostri, visto lo stretto legame tra Marche e Abruzzo in fatto di gare dilettantistiche. Ma non solo per questo, lo scorso anno a fine stagione, proprio nell’ultima gara a Ponsacco, in una curva in discesa una caduta ci ha visti coinvolti entrambi, io me la sono cavata con dei lividi, Rabottini ha riportato la frattura dello scafoide ed un trauma cranico, ora io sono qua a scrivere delle gare in cui lui pedala fasciato del tricolore tra la gente che urla il suo nome dal ciglio della strada: complimenti!
Dicevo: partenza razzo con infiniti tentativi di fuga su un giro iniziale che misura 75 kilometri e che prevede una serie di saliscendi e il passaggio sulla salita impegnativa, ma breve , di Civitella in val di Chiana: prima ora volata via a 44,3 di media, seconda ora a 43,7 km/h, (media finale di 41,6 km/h) e infatti nessuno riesce ad evadere.
La fuga, come detto in precedenza se ne và al primo dei 10 giri finali di un circuito veloce che prevede lo strappo di La Poggiola, con pendenze impegnative e anche abbastanza lungo, il gruppo dietro si spezza in due tronconi e da qui all’arrivo sarà un continuo rincorrersi, spezzarsi di nuovo e raggrupparsi, ma la selezione non avviene, nonostante il caldo che ora si fa sentire, e all’arrivo si presenta un gruppo forte di 35 unità circa.
E dal mucchio esce Pinizzotto, della Seano Hopplà, centrando così il secondo successo stagionale, che regola in volata Cesaro della Ginestra e Gitto della Petroli Firenze, in una giornata che verrà ricordata dagli appassionati, soprattutto per la presenza delle due maglie tricolori e, da chi ha avuto la fortuna di vederlo, per quel gesto di grande sportività proprio tra i due campioni italiani.
1° PINIZZOTTO LEONARDO SEANO HOPPLA BELLISSIMA
2° CESARO ROBERTO GINESTRA CERAMICHE IL GABBIANO
3° GITTO LUIGI GRAGNANO SPORTING CLUB PETROLI FIRENZE
4° APOLLONIO DAVIDE SEANO HOPPLA BELLISSIMA
5° DI SALVO GIUSEPPE GINESTRA CERAMICHE IL GABBIANO
6° PUCA VINCENZO V.C. ARAN COGEM B.L.S.
7° BIOLO GIAMPAOLO SAN MARCO CONCRETE CANEVA A.C.D.
8° SERAFINO RAFFAELE CICLISTICA MALMANTILE ROMANO GAINI
9° QUINTERO CARLOS BEDOGNI GRASSI NATALINI GR. PRAGA
10 TURINI TEDDY MALTINTI LAMPADARI SOLGOMMA
