ELITE/U23: NEL CLASSICO GIRO DEL PRATOMAGNO DOMINIO STRANIERO
26 aprile 2009 by Pierpaolo Bellucci · Scrivi un commento
di Emanuele Serrani
PIAN DI SCO’ (AR) – Finalmente è il sole ad accogliere i corridori, dopo tante gare bagnate, in questo 25 aprile in Toscana: si corre a Pian di Scò il 7° Giro del Pratomagno, gara giovane, ma che è ormai diventata un appuntamento fisso nel giorno in cui si festeggia la Liberazione.
Normale che l’attenzione dei più sia puntata a Roma, sul classico circuito delle Terme di Caracalla, dove và in scena il 64° G.P. Liberazione. E poco prima della partenza, da Roma, rimbalza la notizia della vittoria di Modolo della Zalf, ma anche del terzo posto di Lasca, della Bedogni, già vincitore a Fermo, e del sesto di Malaguti, dei Calzaturieri Montegranaro; il campo dei partenti alla corsa Toscana comunque non ha niente da invidiare alle grandi corse.
Numerosi sono stati infatti i ragazzi che hanno preso il via di questa gara, dura e impegnativa, e che, purtroppo è stata oscurata da un grave incidente occorso ad un atleta, fortunatamente senza conseguenze troppo gravi: a lui vanno i migliori auguri di guarigione.
La corsa prevedeva per ben 5 volte l’ascesa a Pian di Scò dal versante di Vaggio, una salita dalla pendenza importante anche se non particolarmente lunga (3 km), una salita, però, tutta diritta, senza neanche una curva per spezzare il ritmo e permettere ai corridori di rifiatare, e poi una volta in cima, niente discesa, ma la famosa Setteponti, un falsopiano pieno di curve in cui bisogna rilanciare continuamente l’andatura e dove, se sei staccato difficilmente rientri.
I corridori partono subito a ritmo elevato, ma la salita non fa la selezione sperata, e il gruppo perde pochi pezzi. Al 3° passaggio se ne và un gruppetto che guadagna subito un buon margine, le squadre sono ben rappresentate, potrebbe essere la fuga buona, senonchè l’incidente di cui vi dicevo prima, costringe gli organizzatori a sospendere la gara per alcuni minuti, il gruppo quindi si ricompatta: tutto da rifare.
Si riparte di nuovo a forte velocità, con il gruppo che affronta per la quarta volta la salita, sono gli uomini della Futura Team Matricardi, la squadra organizzatrice, a dettare il ritmo, ma il percorso stenta a fare selezione, così se ne vanno in sei, tra i quali il più brillante è senza dubbio Fedele dell’Aran. I fuggitivi passano al suono della campana con circa 25 secondi di vantaggio sul gruppo, nel quale già si agitano i pesci grossi.
C’è Centra, della Futura Team, che scalpita, mentre Ciavatta sembra pedalare con facilità, e poi ci sono tutti i corridori toscani, che non sai mai quale sarà quello buono, c’è Formichetti, della Valdarno, che lo scorso anno su questo arrivo giunse secondo e che vorrebbe migliorare quel piazzamento.
Inizia il 6° giro che prevede una salita diversa da quella affrontata in precedenza: strada stretta, un primo tratto duro con tre tornanti secchi e poi un lungo falsopiano con strappetti impegnativi fino all’ultimo chilometro. Formichetti attacca in pianura, dietro tira la Matricardi per ricucire, ma all’imbocco della salita Centra salta, sono allora gli uomini della Petroli Firenze a prendere in mano la corsa, imboccando in testa la salita, all’inseguimento del corridore della Valdarno.
A questo punto entra in scena Ciavatta, il corridore della Monturano Civitanova Cascinare attacca, forte e potente, pregustando il sesto trionfo stagionale, ma questa volta non riesce a fare il vuoto, segno forse che la condizione perfetta delle scorse settimane è in calo o che gli altri sono cresciuti. In realtà allo scollinamento Ciavatta ha un piccolo margine che viene però chiuso dal gruppo all’ultimo chilometro.
A questo punto i corridori devono affronare 500 metri di discesa, poi una curva secca a sinistra e 500 metri di salita al 5-6%: Ciavatta non ci stà a perdere, vuole la vittoria, e come la strada comincia a salire verso l’arrivo parte in una volata lunghissima. Sembra inarrestabile, lanciato con il lungo rapporto, ma alle sue spalle gli avversari non lo mollano, in particolare c’è Pecoraro della Petroli Firenze che è incollato alla sua ruota. L’arrivo si avvicina e la pedalata del corridore abruzzese si fa legnosa, viene affiancato dagli altri e sulla linea viene superato: da chi? Da Pecoraro direte voi, e invece no: quasi a sorpresa spunta Serebryakov della Gruppo Lupi, Pecoraro riesce a strappare il secondo posto e Ciavatta deve accontentarsi del terzo
I complimenti al vincitore sono d’obbligo, ma questa volta è forte la sensazione che la corsa più che da Serebryakov sia stata persa da Ciavatta per aver affrontato la volata con un rapporto troppo lungo lanciandola da troppo lontano. Da segnalare l’8° posto di Moreno Arredondo del Massi Team, e la buona riuscita della gara, macchiata solamente da quel brutto incidente.
1°) Serebryakov Alexander Sammarinese Gruppo Lupi
2°) Pecoraro Giuseppe Gragnano Sporting Club – Petroli Firenze
3°) Ciavatta Paolo S.C. Monturano Civitanova Cascinare
4°) Shaw Patrick US Fracor Modolo Prosciutto Pratomagno
5°) Crippa Ivan Palazzago Sesto Autoveicoli Colnago
