ELITE/U23: ALLE PENDICI DEL TERMINILLO MARIOLI SUPERA ARREDONDO
20 aprile 2009 by Pierpaolo Bellucci · Scrivi un commento
di Emanuele Serrani
CANTALICE (RI) – Già altre volte vi ho parlato delle tradizioni del ciclismo: il martedì toscano, la corsa di Pasqua a Cupra Marittima e il martedì seguente a Colbuccaro, ebbene, tradizione vuole che la domenica dopo la Pasqua si corra a Cantalice (foto), paesino proprio sopra Rieti, alle pendici del Terminillo.

Il Trofeo Maria Santissima delle Grazie è una gara dura, con la salita di Cantalice, 5,5 km, da ripetere 5 volte: insomma una gara vera, per corridori forti in salita. Il percorso è già selettivo di per sé, poi ci si è messo anche il cielo a rendere più dura la marcia dei corridori, per tutti i 120 km della gara, infatti, non ha mai smesso di piovere.
Alla partenza si intuisce subito che sarà una gara diversa dalle ultime, lo strapotere di Ciavatta ha spinto gli altri ad affinare l’ingegno, consapevoli che portarlo all’ultima salita ancora in gruppo, vorrebbe dire correre per il secondo posto. Ci sono squadre dalla Toscana, dalle Marche e dall’Abruzzo, e mi sembra doveroso segnalare che tutte hanno devoluto parte dei rimborsi spesa alla popolazione di questa regione colpita dal terremoto: un bel gesto davvero!
Partenza turistica da Cantalice e lungo trasferimento fino a Vazia, in gruppo c’è già chi medita il ritiro, viste le condizioni avverse, ma c’è anche chi gli scappa la bici, e, infatti, pronti via e nasce subito un tentativo a 4, con 2 Vega e 2 Monturano, la classica fuga di inizio gara: e invece no, perché dei quattro rimane in avanscoperta Marioli, raggiunto sulla prima ascesa da Cesaro della Ginestra e poi via via da altri. Si forma un gruppetto di una ventina di corridori e praticamente la corsa si decide qui, dietro navigano, è proprio il caso di dirlo, i superstiti del gruppo.
Ci sono certe giornate, quando sei corridore, in cui ne hai più di tutti, in cui hai forze non per fare 120 km, ma per il doppio, e magari sono proprio quei giorni in cui alla partenzza non ti senti benissimo: sono poche, veramente poche queste giornate, però a volte capitano, e le devi cogliere al volo. Tenetelo a mente, tornerà utile in seguito.
Dal gruppo esce un drappello di 11 corridori, con ancora Marioli, oltre ad Arredondo, Campagnaro, Iattici, Di Serafino, Ricci, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti, dietro, in testa a quello che resta del gruppo, scalpita Di Carlo che vorrebbe rientrare: la sua azione in salita, dopo il passaggio da Cantalice è bella, ma non dà i risultati sperati.
Il gruppo passa ai meno 2 giri all’arrivo, sempre con il gruppetto in avanscoperta, dietro è Malaguti, che scollina ad una manciata di secondi, a cercare il ricongiungimento, ma non riuscirà complice anche una scivolata in discesa. Proprio lungo la discesa il gruppetto in fuga si fraziona, salvo poi riunirsi nel tratto di pianura. I corridori arrivano così ai piedi della salita per l’ultimo passaggio, l’ultima volta in cui si farà la salita completa, il prossimo giro infatti ci si fermerà all’arrivo.
Dicevo in precedenza delle giornate in cui la gamba gira alla grande: beh Marioli sicuramente vive una di quelle giornate, e gli altri in fuga chissà se se ne sono accorti?
Attacca ancora e passa solo al suono della campana, ma gli altri sono lì, e in discesa il gruppetto si ricompatta, alle spalle dei fuggitivi è ancora Malaguti che prova a ricucire il buco, ma si spreme in pianura e poi non ne ha più sulla salita.
Ed è proprio in pianura che si decide questa corsa: tradizione rispettata in pieno. In tanti anni e con tante salite affrontate, questa gara si è spesso decisa nel tratto pianeggiante che da Rieti porta i corridori verso Canatalice. All’ultimo giro, infatti, si avvantaggiano in tre: Arredondo del Massi Team, Di Serafino della Vega e ancora Marioli. I tre affrontano insieme la salita finale e insieme si presentano all’ultimo chilometro, quando è Marioli ad affondare il colpo. Di serafino rimane subito attardato, mentre Arredondo sembra poter rientrare, ma negli ultimi 800 metri la strada spiana leggermente e il fuggitivo può buttare giù un dente e distanziare ulteriormente il colombiano.
Vince Marioli a braccia alzate, secondo Arredondo e terzo Di Serafino, a completare un podio per due terzi colorato con il blu della Vega Prefabbricati Montappone del d.s. Frizzo.
Poi alla spicciolata arrivano tutti gli altri corridori, tra i quali và segnalato l’8° posto di Innocenzo Di Lorenzo, della Centri revisione Cerone, al primo anno nella categoria, e il 9° di Daniele Ricci, dell’Aran, ancora una volta nei primi 10.
Un plauso però và a tutti i corridori che hanno partecipato, sia quelli che hanno finito la corsa, sia quelli che si sono ritirati: perché correre in certe condizioni è veramente dura.
Ed anche agli organizzatori, che, non avranno visto premiati i loro sforzi da una bella giornata di sole, ma sicuramente da una bella gara!
1°) Marioli Gianandrea Vega Prefabbricati Montappone A.D.
2°) Arredondo Julian Massi Team A.S.D. a 8″
3°) Di Serafino Matteo Vega Prefabbricati Montappone A.D. a 12″
4°) Lupori Andrea Bedogni Grassi Natalini Gr Praga
5°) Iattici Luca G.S. Dilettantistico Ginestra ceramiche Il gabbiano a 25″
6°) Caddeo Manuele Seano Hoppla Bellissima a 32″
7°) Ianniello Vincenzo Cycling Team Valdarno Umbria A.S.D. a 40″
8°) Di Lorenzo Innocenzo A.S.D. Cento Revisioni Cerone Torino a 43″
9°) Ricci Daniele A.S.D. V.C. Aran Cogem B.L.S. a 50″
10°) Gozzi Matteo S.C. Virtus Villa A.S.D. a 55″
