INCONTRI: DARIO CATALDO, A 23 ANNI SOGNA DA GRANDE ALLA QUICK STEP
26 gennaio 2009 by Pierpaolo Bellucci · 1 Commento

Intervista a cura di Jerome Christiaens
BENICASSIM (SPAGNA) – La vittoria prestigiosa al Giro Baby nel 2006 ha aperto a Dario Cataldo il mondo del professionismo con la chiamata della Liquigas. Un accordo biennale con il team di Roberto Amadio, che lo ha anche preso su consigli di Danilo Di Luca.
Ma gli infortuni gli hanno impedito di far vedere le suoi doti di scalatore. Per il 2009, ha deciso di cambiare di squadra. La Quick Step di Patrick Lefevere si è fatta sotto e ha siglato un contratto con il team belga. Nato il 17 marzo 1985 a Lanciano, l’abruzzese si sta impegnando al massimo in ritiro per cogliere quello che non ha raccolto gli anni passati.
Nuova stagione, nuova maglia.
Si. Cambia tutto: staff, corridori e soprattutto gli obiettivi che sono differenti. Qui, nella Quick Step, ho trovato l’opportunità per fare le corse a tappe come il Giro d’Italia. E quello mi va bene perché ho trovato lo spazio che volevo.
Come si trova nella nuova squadra?
Mi sento a casa. Sono a mio agio per diverse ragioni: corro per una squadra molto professionale dove niente è lasciato per caso. Tutto è verificato con molta professionalità e lo staff è molto competente. È la migliore squadra che ho trovato fino a oggi.
Ha già notato alcune differenze con la Liquigas?
Qui l’ambiente è più caldo rispetto alla Liquigas. In squadra, ci sono tante nazionalità rappresentate. Questo mi fa sentire benissimo fra i miei compagni di squadra. Di più, ci sono 6 italiani. Dunque non sono solo.
Durante l’inverno, non ha avuto la paura di ritrovarsi senza contratto?
No. Avevo altri contatti con diverse squadre (di cui uno contatto strettissimo con la Lpr, ndr). Ma questi contatti non sono andati in porto perché dovevano definire ancora alcuni problemi come sponsor e l’organigramma. Poi è arrivata la proposta della Quick Step di Patrick Lefevere. Mi è piaciuta immediatamente e credo sinceramente di aver fatto un buona scelta.
Ha 23 anni e ha già conosciuto due grandi squadre…
Aver conosciuto due grandi squadre come la Liquigas e adesso la Quick Step mi riempie d’orgoglio e di soddisfazioni. Ho avuto l’opportunità di passare pro in una squadra dove c’erano grandi obiettivi. Mi ha permesso di apprendere molto. Ma se fossi passato pro in una piccola squadra, l’ambizione sarebbe stata di andare più in alto. Quello che è sicuro è che quando si passa pro, i risultati arrivati tra i dilettanti non contano più. Devi di nuovo dimostrare per fare una buona carriera come sto provando a fare.
Per il momento, come sta proseguendo la preparazione?
Sono con la squadra in Spagna, a Benicassim. Siamo 18 corridori e stiamo lavorando bene. Abbiamo 18 gradi di temperatura. Dunque possiamo seguire le tabelle alla perfezione. Ogni mattina, dividiamo il gruppo in due. Certi come Tom Boonen devono essere più avanti nella preparazione perché hanno diversi obiettivi e fanno esercizi diversi degli altri. Altri come me, invece, hanno il tempo per essere al meglio più avanti nella stagione.
Quali saranno i vostri obiettivi per questa stagione?
Voglio mettermi in mostra durante le corse a tappe. La Quick Step mi dà l’opportunità di fare il Giro. Vado per fare un bel colpo. Ma non posso dire che faro il generale perché durante tre settimane, tutto puo accadere. Ma quello che è sicuro, voglio riconfermare con il massimo impegno con belle prestazioni la fiducia data da Patrick Lefevere.
Ha stilato una tabella d’avvicinamento per azzeccare questi obiettivi?
Debutterò a Mallorca. Poi passo per passo, farò i Paesi Baschi, l’Amstel e la Freccia. Queste corse mi permetteranno di arrivare al Giro in buone condizioni.
Avrà una pressione particolare per questi obbiettivi?
Quando era alla Liquigas, non ho mai avuto un stagione lineare per causa dei diversi problemi fisici. Qui alla Quick Step, con lo staff tecnico, abbiamo stilato un buon programma. Ma prima di puntare grossi obbiettivi come il Giro, è meglio soprattutto di mostrare durante le corse minori. Ma comunque sia le corse, voglio impegnarmi al massimo per la squadra.
Una parola sul ciclismo in generale: tutto è veramente cambiato?
Tutti lo sperano. Ogni tanto, pensiamo che la pagina dei problemi è voltata. Ma poi c’è sempre qualcuno che non ha capito le cose. Dunque rimette in causa la credibilità dei corridori che vogliono lavorare con il modo giusto. Ma oggi c’è l’opportunità di lavorare nel modo giusto e questo è un bene.
Quando non è sulla bici, che fa Dario Cataldo nel tempo libero?
La mia passione è disegnare. Poi durante lo stop invernale, pratico sempre lo sport: mountain-bike, pattini, eccetera. Lo sport è veramente il mio doping positivo.

Noi abruzzesi, siamo orgogliosi di avere un ragazzo così, deciso, ma nello stesso tempo così umile, che ci possa rappresentare al meglio in questo sport. Sono convinto che con la sua determinazione farà bene quest’anno, grazie all’affiancamento di un team forte che gli darà spazio e fiducia. Noi ciclisti abruzzesi lo inciteremo sempre, e tiferemo sempre per lui, non dimenticando anche il suo amico Danilo. Peccato non vedervi insieme!…anche se così avrà più opportunità di mettersi in evidenza e di far vedere quanto è forte. Con un saluto faccio gli “in bocca al lupo!”(sperando che il lupo crepi!)a Dario, esorcizzando tutti gli infortuni. Ciao Fiorenzo