GIRO 2009 – INFO TECNICHE SULLA CUNEO-PINEROLO E LA CRONO LIGURE
24 dicembre 2008 by Pierpaolo Bellucci · 1 Commento

REDAZIONE – Inseriamo un paio di note tecniche su due tra le tappe più impegnative del prossimo Giro d’Italia, la Cuneo-Pinerolo e la cronometro Sestri Levante-Riomaggiore. Si tratta di informazioni prese da www.realsports.it (a cura di Giuseppe Girolamo) e da http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/ (by Andrea Ferro).
PINEROLO (TO) – Potrebbe essere necessario modificare i 250 km di alta montagna che avrebbero dovuto caratterizzare la decima frazione del prossimo Giro d’Italia. La tappa in oggetto è la Cuneo-Pinerolo, che si svolgerà il 19 maggio e che sarà dedicata alla memoria del “Campionissimo” Fausto Coppi. A causa di una frana caduta lungo i tornanti del Colle della Maddalena, infatti, la frazione potrebbe subire una deviazione passando per il Colle dell’Agnello.
Nelle intenzioni degli organizzatori della RCS, la frazione ha l’intento di far rivivere la tappa del 1949, quando l’Airone portò a termine una delle sue più incredibili azioni, forse l’impresa del ciclismo per eccellenza, giungendo sull’arrivo del “Barbieri” di Pinerolo con un vantaggio di oltre 11′ rispetto ad un certo Gino Bartali e conquistando contestualmente la maglia di leader, sino a quel momento sulle spalle di Adolfo Leoni. Il ciclista di Castellania vinse quel Giro con un vantaggio di oltre 23′ sul secondo, lo stesso Gino Bartali.
La tappa avrebbe dovuto dunque coprire tutte le salite affrontate in quella epica giornata, affrontando nell’ordine Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro e Sestriere.
Già nel 2008, in occasione della tappa del Tour con arrivo a Prato Nevoso, gli organizzatori del Tour, erano stati costretti ad annullare, sempre a causa di una frana, la scalata al Colle della Maddalena, cercando un percorso alternativo.
Il Giro può anche utilizzare l’Agnello, ma dalla direzione opposta, per bypassare la Maddalena. Così facendo si andrebbe però a compromettere definitivamente il passaggio anche sul Col de Vars, mentre non ci sarebbero problemi per il transito sulle cime di Izoard, Monginevro e Sestriere.
SESTRI LEVANTE (GE) – Come sono realmente i 61,7 km che, anche nelle fredde giornate invernali, turbano i sonni dei big del ciclismo internazionale? C’è chi li ha già percorsi, e lo ha fatto per conto del Secolo XIX. È Matteo Podestà, ingegnere chiavarese di 32 anni, specializzato in gran fondo. Salite, discese, falsopiani, gli ingredienti per offrire spettacolo ci sono tutti.
Podestà lo può confermare dopo aver coperto l’intera frazione in due ore e mezza: partenza alle 9.30 da piazza Matteotti a Sestri Levante, di fronte alla basilica di Santa Maria di Nazareth, a un passo dal lungomare che si affaccia sulla Baia delle Favole, arrivo a mezzogiorno in punto sul rettilineo che sovrasta Riomaggiore, da cui si gode il panorama mozzafiato delle Cinque Terre, dove verrà sistemato lo striscione del traguardo.
Secondo Matteo anche la resistenza degli specialisti verrà messa a dura prova. «Credo che anche i migliori – pronostica – difficilmente potranno scendere sotto l’ora e mezza». Innumerevoli le difficoltà disseminate lungo il tracciato. Lasciata Sestri Levante, dopo pochissimi chilometri, inizia la prima asperità di giornata, quella che conduce al Passo del Bracco. Si sale per una decina di km, sino a quota 613 metri, con tanto di passaggio di fronte alla celebre osteria “Davidin”, uno storico rifugio per viandanti e pellegrini – ciclisti compresi – nella cui sala da pranzo campeggia una foto autografata di Fausto Coppi e Gino Bartali.
Superato “Davidin” inizia il tratto che Matteo Podestà considera «il più impegnativo della salita e dell’intera cronometro». Un tratto breve ma assai ripido; poco dopo, superato il valico di Guaitarola, si scollina e si svolta a destra. Qui, ad attendere i corridori, un’altra insidia, non più in salita, bensì in discesa, quella che – stretta e molto tecnica – conduce sino a Levanto. Una decina di km di curve e controcurve, immersi nell’ombra dei pini e dei castani.
«Soprattutto i primi chilometri della discesa – osserva Matteo Podestà – sono davvero difficili, destinati a fare la differenza, ancor più della salita». Sarà per questa ragione che il varesino Ivan Basso, maglia rosa a Milano nel 2006, ha assicurato che proverà più e più volte questo percorso, disegnato a cavallo tra le province di Genova e La Spezia? «Penso proprio di sì – risponde Podestà – lui come altri vorranno imparare a memoria le caratteristiche di questa discesa, per paura di lasciare per strada secondi preziosi, per non dire minuti. E il rischio c’è».
Il transito nell’abitato di Levanto, poco dopo metà gara, dà modo di rifiatare per qualche istante e magari di scorgere sotto il ciglio della strada il santuario di Soviore. Ma è come un’illusione. In una cronometro non è mai tempo di allentare la tensione, tanto più se dopo un attimo bisogna riprendere a salire.
Il Passo del Termine – meno di 10 km, sino a raggiungere quota 548 – è forse più dolce rispetto al Bracco, anche se Matteo Podestà non manca di sottolineare: «Chi avrà speso troppo sulla prima salita qui rischia davvero di piantarsi, per poi pagare tantissimo all’arrivo». Ma neanche le discese sono esaurite, seppure quella che conduce sino a Volastra sia alternata a tratti in falsopiano che costeggiano il suggestivo scenario delle Cinque Terre. Dopo Volastra l’ultima picchiata, destinazione traguardo, ovvero Riomaggiore.
La sentenza di Matteo Podestà è sin troppo chiara. «Non è certo una cronometro per scalatori – commenta – è il classico percorso che si addice ai corridori completi. È certo che matureranno distacchi davvero importanti e non è da escludere che il Giro possa decidersi proprio qui». Un favorito per questa crono? «Sarebbe stata ideale per Paolo Savoldelli, ma dato che proprio quest’anno si è ritirato punto su Marzio Bruseghin che, dei corridori in attività, è quello che più somiglia, per caratteristiche, al Falco bergamasco, ma anche Armstrong, se si presenterà in condizione, dirà certamente la sua». La sentenza tra cinque mesi.

La tappa Cuneo Pinerolo è stata cambiata nel percorso
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