IMPRESE IN BICICLETTA – SULLA VIA FRANCIGENA PASSANDO PER SANTIAGO
26 novembre 2008 by Pierpaolo Bellucci · 1 Commento

Francesco Barletta e Raffaele Antonino posano, stanchi ma soddisfatti, davanti alla basilica di San Pietro, in Vaticano.
PESARO – Hanno percorso 2.300 chilometri, da Canterbury a Roma, sulla tracce dell’antica Via Francigena (www.viafrancigena.com), percorsa oltre mille anni fa dal vescovo Sigerico, che dall’Inghilterra voleva incontrare il sommo pontefice nell’Urbe. Hanno ripercorso quelle strade, accuratamente segnalate solo in alcuni tratti, per provare l’emozione di un viaggio spirituale, e per trovare materiale in vista della tesi in Promozione territoriale, da sostenere alla facoltà di Comunicazione pubblicitaria a Pesaro Studi.

Il pesarese Francesco Barletta e il pugliese (ma residente a Pesaro) Raffaele Antonino, 24 primavere il primo, 26 il secondo, hanno inforcato due city-bike debitamente equipaggiate, e in 27 giorni hanno macinato l’intero percorso. “Le prime tappe sono servite per “fare la gamba” – spiega Barletta -. Percorrevamo 40-50 chilometri. Poi, strada facendo, siamo passati a 70-80 e infine a 100-110 chilometri al giorno”.

Sbarcati all’aeroporto di Londra, i due hanno faticato non poco per trovare la via di Canterbury, cittadina che giace nella parte orientale dell’Inghilterra: “L’inizio non è stato dei migliori, poi ci siamo ripresi in seguito. Ogni giorno avevamo quattro priorità: arrivare presto alla meta prefissata, trovare un posto dove dormire, fare una doccia calda e procurarci un po’ di cibo. Inoltre, quando pioveva dovevamo anche stendere i vestiti, che spesso abbiamo indossato ancora zuppi”.

Il “mostro” (come lo chiamavano i due pellegrini), che incombeva sul loro tragitto era il colle del Gran San Bernardo (foto), al confine tra Svizzera e Italia, da scalare fino a quota 2.500 metri. “Una fatica bestiale – continua Barletta -, ma non abbiamo percorso a piedi nemmeno un metro. Arrivati sul passo, vedevamo l’Italia, e ci è sembrato di essere a casa”. Invece mancavano ancora un migliaio di chilometri, affrontati oltre ogni tabella di marcia. “Sulla via di Roma abbiamo vissuto incontri straordinari – proseguono i due giovani -: rammento un monastero di monache benedettine in Francia, che ci hanno rinfrancato dopo una giornata incredibile, e padre Nunzio in Piemonte, un frate cappuccino che ci ha permesso di riflettere sul nostro percorso di fede”.

Infine, la basilica di San Pietro: “Gli ultimi giorni abbiamo pedalato al di sopra delle nostre forze: non vedevamo l’ora di arrivare. Giunti nella capitale, abbiamo trovato le grotte vaticane chiuse, ma monsignor Bruno Vercesi, responsabile dell’accoglienza dei pellegrini della Via Francigena, ci ha fatto entrare ugualmente, benedicendoci davanti alla tomba di san Pietro”. (Pierpaolo Bellucci)

Francesco Barletta, tornato a Pesaro, mostra orgoglioso la pergamena consegnatagli da monsignor Bruno Vercesi a Roma.
E Barletta, che non è nuovo ad imprese del genere (nel 2007 ha percorso a piedi gli 800 chilometri del “Cammino” di Santiago di Compostela) già sogna una nuova impresa: la Terra Santa.

Bravi ragazzi, credo sia stata un’esperienza indimenticabile per voi, faticosa certo ma (dalle foto) credo ne sia valsa la pena… In bocca al lupo per le prossime avventure e come dicono gli scout “buona strada”!