10 February 2012

MATTEO PALAZZI LASCIA IL CICLISMO DOPO SEI ANNI: UN FUTURO DA MEDICO

11 agosto 2008 by Pierpaolo Bellucci · 4 Commenti 

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MONTECCHIO – Matteo Palazzi, 19enne under 23 del Massi Team, ha deciso all’inizio di luglio, dopo aver corso il Giro della Provincia di Pesaro e Urbino, di lasciare il ciclismo. Non è che gli mancasse la passione, ma semplicemente alla bici ha preferito lo studio, iscrivendosi alla facoltò di Medicina. Chi volesse è vivamente invitato a lasciargli un “in bocca al lupo”, inviando un commento all’amministrazione del sito.


Chi sono. Nato a Pesaro il 08/02/1989 vivo a Montecchio; mi sono diplomato quest’anno al liceo scientifico “Marconi” ed attualmente mi sono iscritto al test d’ingresso della facoltà di Medicina e Chirurgia. Ho gareggiato dal 2003 a giugno 2008.
Conoscenza lingua inglese e tedesco a livello scolastico e conseguimento patente informatica europea ECDL. Annovero innumerevoli passioni per la mia incapacità di stare “fermo” come la musica, lo sport, la letteratura, il cinema, la natura, i viaggi e le amicizie. Esperienze estive nel campo dell’arredamento interno. Nel corso degli studi ho avuto la possibilità di occupare due ore di lezione di biologia a scuola per parlare in classe di cultura dello sport, preparazione atletica e rispondere agli interrogativi che emergevano tra i miei compagni riguardo a questi temi. Ho scritto una lettera con alcuni miei compagni tempo fa al Carlino nella quale esaminavamo il problema dell’alcool e dello “sballo” in noi giovani. Sostenitore del quotidiano in classe alle superiori per formare ragazzi maturi e consapevoli di ciò che li circonda. Fidanzato. Patentato. Donatore Avis.
La mia vita sportiva. Tutto iniziò andando in bici la domenica mattina con mio padre, senza pensieri, divertendomi e con lo stesso spirito, dopo esser stato invitato a provare l’emozione delle corse grazie alla Società ciclistica pesarese, cominciai a gareggiare. Tredici anni, esordiente secondo anno, correva l’anno 2003: scattò subito la scintilla tra me e la bicicletta. Il primo anno non ottenni grandi risultati, ero sempre lì a risicare la decima posizione. Il 2004, da allievo primo anno, fu un anno interrotto da un incidente stradale: il 14 luglio in allenamento lungo la strada Montelabbatese, scontrandomi con un camion ruppi il naso, mezzo dente, punti al labbro superiore ed atlante incrinato (osso del collo). Dopo 40 giorni di collare rigido non vedevo l’ora di ricominciare a correre. Lo sport insegna anche questo a risollevarsi sempre dagli sgambetti della vita. Arrivò il 2005 e con lui anche l’exploit: due vittorie a Fano e Matelica ed una decina di piazzamenti nelle prime posizioni. Attività crono e pista con piazzamenti anche ai campionati provinciali e regionale. Partecipazione ai campionati italiani strada, pista e crono.
Caratteristiche. Attaccante, buona visione della corsa. Il 2006, primo anno da junior alla Juvenes R.S.M., dopo aver saltato la preparazione invernale fu un anno travagliato proprio a causa di dolori al ginocchio dx. Il 2007 fu un’altra annata positiva: dopo aver percorso 17.000 chilometri e 45 gare raccolsi una vittoria a cesena e una decina di piazzamenti nelle prima posizioni. Una cronometro con piazzamento. Partecipazione ai campionati italiani strada. Il 2008 comporta il passaggio al dilettantismo con il Massi Team, squadra anconetana di Rodolfo Massi (ex professionista di livello internazionale), vivaio di una squadra professionistica. Penso che fino a fine agosto dedicherò una mattina a settimana all’uscita con i ragazzi del vivaio pesarese.
Palazzi e la bici. Il ciclismo è uno sport in cui occorre resistenza, sacrificio, intelligenza, costanza e soprattutto passione. E’ una delle discipline più difficili da affrontare soprattutto in età adolescenziale, occupa tanto tempo e richiede altrettanti sacrifici: ma io che l’ho praticato posso dire di aver sempre avuto tempo “per far tutto”, non rimpiango nulla, ringrazio per la grande occasione offertami di crescere in maniera sana in questi anni adolescenziali. Ho girato tutta l’Italia o quasi, conosciuto tantissime persone e sentito la passione viva nelle persone che ho incontrato e che mi hanno sostenuto in questi anni. Ogni giorno d’allenamento mi capitava di salutare e ricevere saluti da ciclisti che incontravo e con i quali a volte chiacchieravo e che il più delle volte non conoscevo; mi resi conto quanto una bicicletta, una passione possa unificare, e mi resi conto di svolgere la mia attività in maniera corretta, sostenuto ed apprezzato da chi mi ha potuto incontrare. Con le mie parole voglio ringraziare tutte queste persone.
Il ciclismo locale e non solo. Pesaro e provincia hanno un grandissimo potenziale a livello di ragazzi e mezzi per poter affrontare delle belle stagioni, ma tutto ciò deve essere incentivato, curato senza alcuna pretesa ma offrendo la propria disponibilità per far crescere il movimento nella nostra provincia. I ragazzi devono conoscere questa realtà sportiva emozionante e poi scegliere; quanti saluti e sguardi di ragazzini incuriositi, seduti sul sedile posteriore delle loro auto ho ricevuto in questi anni di allenamenti. E’ con ciò quindi che lancio un appello affinchè si possa trasmettere in maniera migliore questa passione, già da ragazzini con varie iniziative, cominciando nel coinvolgere le scuole.
La piaga del doping. In questi giorni “olimpici” è viva la polemica a livello nazionale ed internazionale del doping nello sport, ed anche a livello provinciale sono a conoscenza di vari interventi, tra i quali quello dell’amico Fabio Gattoni, il quale sono felice di appoggiare. Purtroppo il business che coinvolge i mondi professionistici di qualsiasi (o quasi) sport è esorbitante: certo un motociclista ad esempio non avrà bisogno di farsi di Epo, con questo non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma nella propria vita si fanno delle scelte e la varietà che ci si presentano, soprattutto quelle negative, speriamo servano a noi per individuare e rincorrere quelle positive La cosa più importante secondo me è salvaguardare le categorie giovanili di qualsiasi sport, avere una cultura dello sport a partire dai genitori che devono coltivare virtù nei propri figli. Cosa ancor più vergognosa sono alcuni ambienti amatoriali (anche palestre ecc..) ove si assumono sostanze per nulla. Per sconfiggere questo male occorrono ideali fortissimi che l’attuale società purtroppo non sempre pone come modelli. Albert Einstein diceva: “Ci si dovrebbe guardare dal predicare ai giovani, come scopo della vita, il successo nella sua accezione corrente. Il valore di un uomo si dovrebbe giudicare da ciò che egli dà e non da ciò che egli riceve”.

Comments

4 Responses to “MATTEO PALAZZI LASCIA IL CICLISMO DOPO SEI ANNI: UN FUTURO DA MEDICO”
  1. Iban scrive:

    Sei contro il doping …ma vai a studiare medicina!?! Non diventerai mica uno di quei “santoni” tanto amici dei ciclisti e non solo…? Sto scherzando, ciao Pala!

  2. Mauro Pascoli scrive:

    Noooo!…Non smettere, tra un pò quando avranno preso tutti positivi, chi correrà? Mia nonna? Comunque per me uno con un curriculum e delle riflessioni così…si merita subito la laurea honoris causa! Penso che però il rettore non sarà delle stesso parere…quindi in bocca al lupo Pala!

  3. Monica scrive:

    IN BOCCA AL LUPO MATTEO PER LA LAUREA IN MEDICINA. TI AUGURO DI DIVENTARE UN MEDICO STIMATISSIMO. CIAO CIAO

  4. Antonino da Messina scrive:

    Sono anch’io un ciclista e quest’anno passo nei dilettanti e anch’io la penserei come Matteo Palazzi ma mi domando perché non si riesce a fare sia il ciclista dilettante under 23 e in quegli anni frequentare una laurea breve di 3 anni ad esempio in scienze motorie? Io questo vorrei fare se la squadra me lo permette sennò abbandono la scuola e arrivo col ciclismo dove si può. E se facendo le corna smetto poi mi laureo, ma bisogna aspettare, dopo è tardi quindi penso che si possa condividere tutto. Intendo dire, non so quali sono i ciclisti professionisti laureati ma bisogna essere innovativi e relazionarci tra di noi. Anch’io ho un curriculum del genere ma ho anche paura di condividere scuola e ciclismo. In futuro chiederò alle squadra un aiuto particolare. Ciao Anto.

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