6 February 2012

DOPING: TERZA PUNTATA

27 luglio 2008 by Pierpaolo Bellucci · Scrivi un commento 

REDAZIONE – Sono passati dieci giorni dal caso Riccò. In questo periodo, in molti ci siamo illusi che il problema doping (anche quello legalizzato e chiamato nell’ambiente “le cure”) fosse risolto. Non è così. Il caso Riccò non è servito a niente, posso affermarlo con certezza sulla base di alcuni riscontri diretti che ho avuto.
Nel panorama locale, ha suscitato scandalo l’inchiesta sul doping pubblicata sul Carlino Pesaro di sabato 19 luglio, ma soprattutto, ha fatto vibrare le vene dei polsi la lettera aperta scritta da Fabio Gattoni, e pubblicata sul Carlino di giovedì 24 luglio. Alcuni hanno applaudito, la stragrande maggioranza ha taciuto, alcuni hanno rimbrottato. , hanno commentato alcuni, ribadendo la normalità di certi trattamenti curativi, che secondo loro sono la base della preparazione di un corridore dilettante e professionista. Personalmente, credo che Gattoni d’ora in poi avrà qualche amico in meno, ma molti estimatori in più, e come lui tutti gli altri che si sono resi disponibili a raccontare le tristi vicende di un ambiente che, se si continua così, si troverà nel giro di poco tempo senza sponsor, e soprattutto senza genitori disponibili a portare il proprio figlio in una società ciclistica.
Un ultimo aneddoto: mi è capitato di parlare anche con persone che hanno rivestito cariche istituzionali nel mondo del ciclismo: uno di questi asseriva l’opportunità di legalizzare il doping nel ciclismo professionistico, . Ho ribattuto ricordando che negli anni Novanta il doping era praticamente legalizzato, e molti direttori sportivi del mondo professionistico e dilettantistico affermano che vivevano nella paura che qualche loro corridore morisse da un momento all’altro. La storiella dei corridori che si alzavano di notte per fare i rulli, onde evitare trombosi che sarebbero state fatali, è vera, non è inventata. Questa persona mi ha risposto che, siccome è nel ciclismo da tanti anni (come a dire: quello che dico è vero ed è certificato dalla mia grande esperienza…), .
Bene, alla luce di tutto ciò, posso affermare che il caso Riccò non è servito a nulla, e che probabilmente ci saranno tanti altri Riccò nel ciclismo dei prossimi anni.

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